spettrometro hilger deviazione costante

Nome dello strumento
Spettrometro di Hilger a deviazione costante

Periodo storico (stimato)
periodo stimato dal 1904 al 1921

Attribuzioni
L’incisione ‘Dr. Carl Leiss’ indica che lo strumento fu costruito dal fisico e ottico Carl Leiss nell’azienda tedesca di Rudolf Fuess, dove Leiss lavorò dal 1893 al 1921. Probabilmente lo strumento fu utilizzato da Raffaele Nasini e Camillo Porlezza.

Breve descrizione dello strumento e del suo utilizzo
Lo spettrometro di Hilger a deviazione costante è uno spettrometro a due braccia che prende il nome da Adam Hilger che introdusse il primo modello di questo spettrometro nel 1904. Lo spettrometro include un particolare prisma disperdente, chiamato Pellin – Broca, dai due scienziati che lo realizzarono nel 1899. Il prisma ha una base quadrangolare con angoli di 90°, 60°, 75° e 135°. La sua forma è tale da garantire un angolo di 90° tra il fascio di luce entrante, policromatico, e il fascio della luce uscente della lunghezza d’onda selezionata.
Lo spettrometro è costituito inoltre da un collimatore, fornito di lente, e un cannocchiale, o telescopio, disposti ad angolo retto e fissi. Il prisma posto su una piattaforma al centro dello strumento invece può ruotare grazie ad un meccanismo che lo collega ad un tamburo. Il tamburo presenta incisa una scala graduata a spirale che permette all’osservatore di leggere il valore della lunghezza d’onda selezionata.
Illuminando la fenditura con una sorgente di luce policromatica, il fascio di luce attraversa il collimatore, arriva su una faccia del prisma e qui avviene la dispersione della luce nelle sue componenti grazie ad una rifrazione interna al prisma. I fasci delle diverse lunghezze d’onda vengono quindi rifratte con diversi angoli e fra questi solo uno ad una determinata lunghezza d’onda viene deviato di 90° rispetto al fascio policromatico inziale. Da qui viene il nome del prisma e dello strumento ‘a deviazione costante’. Il fascio di luce di questa particolare lunghezza d’onda entra nel cannocchiale e arriva all’osservatore che legge il valore della lunghezza d’onda sulla scala graduata.
La particolarità di questo spettrometro, che consente quindi di sapere esattamente la lunghezza d’onda delle bande o delle righe presenti negli spettri di emissione di diverse sorgenti luminose, lo ha reso molto popolare fino agli anni ’30 perché molto preciso.
Lo strumento presente nella collezione non ha l’oculare, ma non è escluso che il cannocchiale potesse essere collegato ad una camera per fare fotografie degli spettri.

Catalogazione
Inventario del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale (n. 012)

Strumenti correlati
Spettroscopio di Kirchhoff-Bunsen, accessorio per la registrazione di fotografie, altri spettroscopi e spettrografi.

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